Vista dalla Silicon Valley l’economia sembra un incrocio. Un crocevia dove il consumismo occidentale si amalgama con l’operosità orientale e dove l’industriosità dei migranti meridionali trova sfocio nel produttivismo dei servizi settentrionali. E’ luogo dove si intersecano fenomeni diversissimi e a volte contrastanti. Il progresso tecnologico con l’utopia, l’innovazione con l’avventurismo finanziario, la ricerca accademica con il capitalismo di ventura e la creatività artistica con l’etica del lavoro . Un topos nel quale convergono, si connettono e si contraddicono fattori globali, locali e strutturali. Qui il ricercatore impara a farsi imprenditore e l’imprenditore finisce sui banchi di scuola. Le minoranze si fanno maggioranza, anche nei consigli di amministrazione, sulla forza di un’idea e la maggioranza finisce col fare propri—col respirare–concetti di frontiera. Qui l’economia non è un fenomeno lineare. E’ una realtà tridimensionale piuttosto che un mondo unidimensionale fatto di dati produtivi e bilanci di gestione. E` una Glocanomica.
Ha implicazioni locali con diramazioni globali e viceversa. Quello che nasce al suo interno finisce con l’avere un impatto sul resto del mondo e allo stesso tempo non potrebbe nascere se il resto del mondo non esercitasse un impatto sulle sue dinamiche quotidiane locali. E’ un’economia che dipende fortemente dall’innovazione tecnologica e dalla ricerca scientifica ma anche da una disponibilità a rischiare del suo elemento umano.
La Glocanomica, non è una nuova branca dell’economia—non ancora almeno–e non è nemmeno un luogo reale. E’ uno spazio virtuale—di sicuro nel caso di questo blog. Una allocuzione geometrica nella quale idée, soldi, mezzi scientifici e reti commerciali interagiscono producendo esperienze che finiscono immancabilmente col riverberarsi come un eco sul resto dell’umanità. E quindi sì, parleremo di cedolarizzazzione e finanziarizzazione. Di shorting e naked shorting. Di subprime e di hedge funds. Di fondi sovrani e vulture investors. Di hedging e di futures, ma anche del valore di un buon brano di narrativa. Dell’utilità del paternalismo progressista . Di naturalismo economico . Di organizzazioni non profit come Kiva.org e di aziende come Elance e LinkedIn.com. Di network sociali e di società che hanno scoperto la frontiera del networking. Mantenendoci sempre attenti e aperti ai contributi, alle critiche, agli apprezzamenti e anche ai deprezzamenti. E chissà forse un giorno finiremo anche col chiederci quali sono le implicazioni glocanomiche delle nostre scelte.
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