Profitti Cinesi, Crollo dei Salari e Inbancabili

Quando si dice che ogni medaglia ha il suo risvolto. Esce fuori che di ogni dollaro che gli statunitensi spendono per acquistare per un prodotto Made in China 55 centesimi finiscono nei forzieri di aziende americane. E non solo ma le importazioni cinesi, dai servizi ai trasporti e all’alta tecnologia genrano oltre un milione di posti di lavoro USA. Questi ricavi, insieme ad un incremento forsennato della produtivita’ ed una parallela diminuzione dei salari, sono probabilmente lla base dei profitti aziendali ai massimi storici dal 1940 con un piu’ 15 per cento mentre il monte salari acconta solo per il 49 per cento del reddito nazionale. Parallelamente si infoltiscono le fila di quelli che i media definiscono gli Inbancabili. Oltre il 25 per cento degli statunitensi che non possono più far ricorso al credito. Li hanno soprannominato gli Underbanked. L’anno scorso hanno speso oltre 1,300 miliardi di dollari in contanti e la cifra continua a crescere. Man mano che i fallimenti personali incrementano e i pignoramenti fioccano e le loro schiere si ingrossano. Uno penserebbe che la cosa debba creare uan certa apprensione ma invece dalle non profit, alle carte di credito alternative, alle catene di supermercati e alle startup di internet, si moltiplica il numero di quelli che vogliono facilitargli la spesa e incassare questa enorme montagna di contanti. Il piatto e’ cosi’ ghiotto che nella tenzone adesso si son buttati oltre ai VC di Silicon Valley anche i giganti dell’e-commercio come Amazon e del social networking–come Facebook.

About Paolo

Journalist, business writer, foreign correspondent and contributor to major Italian and American media
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