E’ mai possibile che nel terzo millennio ci sia ancora qualcuno che pensa di poter lanciare sfide puerili che mettono a repentaglio la vita di migliaia di persone? Il disastro della Costa Concordia viene adesso addebitato all’incapacita’ criminale del suo comandante. Si dice che sia stato l’atto inconsulto di un ufficiale ubriaco che sfida un suo collega in una manovra rischiosa. Ma qual’e’ il sistema di valori che autorizza mi domando io persone–un comandante e un commodoro–che sono incaricate della sicurezza e della gestione di veivoli dalla grandezza di un grattacielo di 10 piani a rischiare la vita di 4200 persone in una manovra che e’–e i fatti lo provano–fondamentalmente criminale. Quale mentalita’ salottiera da vecchi gentelman del 700, quale sitema di previlegi, puo’ mai giustificare una tale ottica? Che senso ha in un mondo che e’ sempre, totalmente e istantaneamente connesso, ritenere il comandante ancora il signore assoluto di una nave? Inoltre come possono questi ufficiali sfidarsi in manovre cosi’ stupide? La Costa Concordia e’ finita in un disastro ma quante sono le manovre del genere che vengono condotte ogni giorno nel Mediterraneo da qualche Master & Commnder–per dirla alla Hollywood–e delle quali non veniamo mai a conoscenza perche’ non finiscono aschifio? Molti, troppi, sono ancora i sitemi di potere, i salotti ammuffiti (come quelli marinari) che non hanno ancora registrato l’avvento di un vento di rinnovamento, di forze che spingono alla trasparenza, all’egualitarismo e all’assunzione di responsabilita’ personali. E se non si aprono che si aspetta a spalancare le loro porte? Il disastro della Costa Concordia dovrebbe servire a riflettere su cosa succede quando non c’e’ nessuno che controlla il controllore. E per favore che ai timoni–sopratutto di questi mastodonti del mare–ci si attacchi quel meccanismo adesso usato largamente nelle automobili, che impedisce ad una macchina di partire quando una persoa ubriaca si mette al volante.
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